ioSposa loves blogger - My Wedding Story

venerdì, novembre 04, 2011

Un vestito ampio e vezzoso non fa di te una sposa - si ripeteva davanti allo specchio.
Il cuore le batteva forte, faceva quasi male. 
Sentiva il suo corpo rigido, in tensione. Tremava senza rendersene conto. 
Era nervosa. Stava facendo la cosa giusta?

Il parrucchiere le stava tirando i capelli, con ogni probabilità non se ne stava dimenticando neanche uno. 

Quello specchio la stava uccidendo, anche l' hair stylist in effetti. Aveva solo 23 anni e non era necessario un lifting. La madre aveva preso il sopravvento, il suo era un continuo blaterare. Non la ascoltava nemmeno più quello era diventato il suo matrimonio. Che senso aveva?

Quel dannato specchio.
Sembrava una meringa con fiori di zucchero e uno struzzo in testa. 
Ma che razza di acconciatura era quella!? 
Piume, fiori, glitter. Mancava la miniatura degli sposi. 

Aveva le lacrime agli occhi. 
Per carità, se anche solo una le avesse accarezzato la guancia, alla madre sarebbe venuta una crisi isterica.
Non che fosse tranquilla in altri giorni in effetti. 

Sognava un matrimonio suo. 
Suo in ogni cosa. 
Non voleva un vestito a meringa né lo struzzo. Voleva delle fedi piccole e discrete non grandi e gialle. 
Voleva fiori delicati, un prato e un grande pic nic, delle ciabattine di tessuto morbido per le invitate e tante risate. 

Oddio, stava colando l'eyeliner. 
Ma chi la stava truccando? Un fan di Lady Gaga, sicuramente. 
Chi è che non sa che l'eyeliner non si usa per le spose, se non quello che alla fine non riesci a togliere neanche con lo scalpello. 

Pausa. 
Le serviva una pausa e magari anche un caffè. 
Il cuore tornava a un ritmo umano. Non tremava più e tutto sembrava normale.
Sentiva le urla della madre in casa. Il matrimonio era tra quattro giorni e ancora mancava la statua di ghiaccio. Questi si che son problemi. Senza contare la fontana di cioccolata che era in stallo nel suo garage.
Una statua di ghiaccio. Non poteva essere il suo matrimonio, lei odiava quelle statue: da piccola le era rimasta la lingua attaccata alla freccia di un cupido ghiacciato. Inutile dire che era l'ennesimo matrimonio organizzato da sua madre. 

- Ma'....-
- Oddio, ma dov'eri finita?! Guarda il trucco!!! Stai bevendo caffè?! Se si macchia il vestito non c'è tempo di portarlo in lavanderia!! Dai siediti e... -
- Annulla tutto. - 
Il mondo aveva smesso di girare. 
- Oh cara, è la tensione. Dai non fare così, adesso...-
- Annulla tutto o io non mi presento in chiesa.- 

Inutile dire che da quel momento la madre non le parlò più fino a quando non le arrivò la nuova partecipazione di nozze due giorni dopo. 

Era una partecipazione piccola, di carta martellata con le scritte fatte a mano. Nient'altro. 
Le fedi erano state cambiate senza storie. Adesso erano fini e di oro bianco, lisce e leggere. 
I fiori non erano più Passiflore viola, ma discrete margherite con qualche rosa rossa e orchidee. 

Le damigelle avevano abitini di chiffon rosa, lunghi fino al polpaccio. Il décolleté era ricoperto di intrecci di stoffa misti a macramè. Delicati come aveva sempre sognato.
Il suo abito lo aveva già scelto. Lo aveva scelto molto tempo prima che arrivasse la proposta, molto tempo prima che arrivasse il marito a dirla tutta. 
Era stile impero, bianco, di seta ricoperta di chiffon. Aveva un lungo velo che dal seno le abbracciava le spalle e diventava strascico. Tanti petali leggeri ed eterei adornavano il fronte del vestito. 
Morbidi ricci le riscaldavano le spalle, niente piume nè strass. 

Il matrimonio è finito con tante risate, con finger food serviti in piccoli vasetti di marmellata; un grande barbecue e tanti plaid sotto gli alberi illuminati da luci così piccole da sembrare lucciole. 

Non sono serviti fronzoli o statue di ghiaccio.. 
Il sentimento più semplice che esista è l'amore e allora perché sporcarlo con addobbi stupidi. 

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