Uomini, occhio agli anelli.


E no, non parlo di quelli da regalare a noi.
Parlo proprio di quelli che dovreste mettere voi. Si, dovreste proprio.

E' una questione di modo d'essere, di attitude, di mood. Scusate, torno a parlare in italiano chè mi pare la cosa più saggia (c'è gente che è arrivata qui googlando autfit, rendeteve conto).

Ci vuole stile, non lo nego. E' un po' come chiedere a una donna di indossare i tacchi quando ne è totalmente incapace. Chi non sa portarli più che aggiungere un tocco di classe si da la mazzata sui piedi, stessa cosa per gli anelli.

Quindi che voglio da voi? Niente.
Io lancio frecciate sperando di migliorare il mondo in cui viviamo (suona leggermente esagerato? Scusate, oggi ho un problema con le parentesi).

Il punto che un uomo con gli anelli è un uomo con gli anelli (ma quelli giusti, le fedi non sono contate... tenetelo a mente). Partendo dal fatto che chi li porta deve, per forza di cose, avere le mani curate e già quei venti-venticinque punti in più li ha presi.
Poi se ne ha più di uno, abbinato bene... vabbè le ragazze mi hanno capito.
E' quel filo tamarro che piace un po' a tutte, quel grezzo che da alla testa, quell'indizio che ti porta a credere in una personalità forte.

Lisci pochi, esagerati tanti.
Lavorati, in metallo/argento e neri.
Su tutte le dita ma occhio al mignolo, quella è la prova del 9.

Si, io sono tipo da anello, barba e tatuaggio.
Scusate.

Il bello di avere un blog, che tanto fashion non è più.



Questi post nascono un po' per caso, ci sono giornate in cui rileggo volentieri alcune pagine di questo strano angolo web.
Rivivere qualcosa di passato lascia sempre uno strano sapore.

Quando qualcuno che incontro mi confessa che avrebbe da sempre voluto aprire un blog sono la prima a dare supporto. Scrivere, anche di cose apparentemente superficiali, è un terapia. Questo posto mi ha salvato da tanti momenti neri che io, tra le righe, riesco a trovare ancora.

Aprire un blog oggi ha come unico scopo arrivare a farsi notare.
E' andata persa l'umiltà. La parola blogger è diventata una sorta di raccomandazione, tutti quelli che sono nati dal web sono sempre stati vissuti male al di fuori. Ci vedono come quelli che hanno la scorciatoia e in parte è vero.

Ma c'è chi ha aperto posti come questi solo per sfogo.
Io, un po' contenta, lo sono. Sono fiera che nonostante gli argomenti, le parole spese e i riconoscimenti avuti, il blog sia rimasto la perfetta mia fotocopia.

E' un diario e tutti dovremmo imparare a tenerne uno.
Perchè online?
Il confronto fa crescere e, chi sceglie di mettere le proprie parole qui, lo cerca inevitabilmente.

Come ci si veste al primo appuntamento?



Nascere donna è un problema per tanti di quei motivi che gli uomini dovrebbero baciare a terra anche solo per non aver le ovaie, per la questione peli o ancora peggio per i tacchi.
Uomini non provate a dire che non è così chè se vi si presenta qualcuno in ballerine e gambe pelose voglio vedervi poi.

Vabbè, dicevamo? Ah si.
Uno dei tanti motivi per sudare freddo è essere convinte costantemente di non avere nulla nell'armadio. Il punto cruciale della questione è che non è che ne siamo convinte: il nostro armadio è vuoto anche se non sembra.

Se già nei giorni normali vestirsi è un momento che richiede nervi saldi e sangue freddo, quando ci invitate fuori per un appuntamento (e solo Dio sa che succede se questo appuntamento è il primo) è la tragedia, il panico, la distruzione.
Allora intanto vi do un consiglio base, proprio easy per il rapporto uomo donna: gli inviti sempre per qualche giorno dopo, mai per la sera, mai per l'indomani. Fate un minimo di 3-4 giorni chè noi bisogna organizzarsi.

Perchè la prima cosa che ci passa per la testa appena ce lo chiedete è "COSASANTAMISERIAMIMETTO?". Si, poi siamo anche felici. Cioè dipende da chi è che ci invita, ma la domanda rimane comunque, anche se pensiamo di rifiutare l'invito. E' una cosa automatica, non ci possiamo fare niente.

Scatta la ricerca nell'armadio, non si sa mai che nella massa ci siamo dimenticate dell'esistenza di qualche capo ancora con il cartellino. Quando capita si passa alla prova in caso contrario si passa alla fase shopping (a cui si arriva anche se la prova di prima non va a buon fine - troppo stretto/brutto/strano).
Capite bene che lo shopping sotto stress non è cosa buona e giusta. Sappiate che noi all'aumentare dello stress ci vediamo più grasse, è una cosa proporzionale, quindi prima ci date l'appuntamento più cadremo nel panico.

Ci sono dritte per scegliere i vestiti del primo appuntamento? No.
Ci sono consigli? Forse.
Bisogna cadere nel panico? Decisamente.

Siamo più critiche del solito impanicate, quindi il risultato sarà eccelso. Il panico SERVE.

Si ai capi che ci fanno sentire a nostro agio.
No a quelli troppo stretti anche se belli.

Si ai tacchi SE SAPPIAMO PORTARLI.
No ai tacchi se sappiamo che mettono a disagio l'altra persona.

Si a tutto quello che ci piace purchè non troppo aggressive.
No (assolutamente no) a mega scollature, vestiti troppo corti, pizzi e centrini, borchie e pelle.

Stiamo calme che è un appuntamento. Solo un appuntamento.
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1

PANICO.


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Vabbè, intanto vi auguro Buona Pasqua che mi pare sia oggi no?