L'importanza di un selfie a distanza.


Perchè è inutile pensare che l'apparenza non conta e tutte queste cose qui.
E' secondaria, ovviamente, rispetto a quello che siamo ma da questo al dire che nessuno ci fa caso... No.
Noi siamo le prime che prima di uscire si guardano allo specchio pensando di non andare bene, tirando la maglietta e allisciando qualche ciuffo ribelle.

Noi siamo quelle che prima di farci piacere un selfie, impieghiamo quei 20-30 scatti per poi trovarne uno decente. Il problema più grande si pone se quel selfie sarà mandato a una persona a cui siete interessate.
Panico e paura.

Non va bene sistemarsi troppo chè poi sembra vi siate messe in tiro solo per quella foto. Troppa importanza in questo modo. Non si può fare.
Non va bene neanche sciattissime chè l'effetto zingaro ci mette dieci secondi ad arrivare.
Con la coda poi si sembra senza capelli, se si alza l'inquadratura e si abbassa il viso si forma il doppio mento. Effetto ciccia no.
Capelli sciolti solo se hanno una bella piega altrimenti sembrano paglia e sembra che non curiate il vostro aspetto.
Posa di tre quarti per snellire il volto, si abbassano le spalle per rendere il collo più lungo e si tirano le labbra leggermente in avanti per mettere in risalto gli zigomi.

Fingiamo in tutto.
Ma a che pro?

Se si inizia un rapporto a distanza, anche solo di amicizia, non vi vedrete poi?
Ci camminate con le pose dei selfie? Con la bocca tirata e il viso di tre quarti?
Ci teniamo ad apparire bene, non belle, ma almeno bene. Sistemate, curate. Con le ciglia più lunghe e nere grazie al mascara, con la chioma fluente post parrucchiere e le gote rosa che neanche Heidi.
Però, ecco, non è esattamente sempre così, no?

La foto dovrebbe rispecchiare voi, quello che realmente siete.
Con qualche aiutino.
Magari mettete gli occhiali da sole se siete struccate e dite che state uscendo.

Ops.

Quelle che al mare portano solo...



No, stavolta porto la borsa piccola. Tanto ci metto solo il telefono, i soldi e le chiavi.
L'asciugamano la porto a mano.
Devo prendere anche la protezione. Prendo la 25, dai. Mi serve la 50 per il tatuaggio però. Le prendo tutte e due.

Gli occhiali da sole, quelli grandi neri.
Il cappello lo metto subito, tesa larga così mi copre. Però se poi in spiaggia mi metto a giocare mi serve il cappellino. Prendo pure quello.
La bottiglietta d'acqua. Al sole mi si scalda. Meglio portare la borsa frigo e a che ci sono ci metto un po' di frutta nel caso mi venisse fame.

Metto le infradito così sto comoda. Però dopo vado a fare l'aperitivo quindi mi porto un sandalo più carino.
Magari cambio borsa e prendo quella un po' più grande chè altrimenti mi tocca prendere sacchetti. Infilo tutto lì.
Ma il copricostume l'ho preso? Metti che devo andare al bar, mica posso vestirmi completamente.
Guarda quel vestitino! Lo prendo da mettere all'aperitivo, tanto occupa poco spazio.

Il libro. Quello più piccolo così rimango più leggera.
Due riviste non fanno male, metti che mi annoio.
Gli auricolari per la musica non devono mancare.

Da qualche parte avevo messo il cuscinetto gonfiabile che faceva da poggia testa... ah eccolo.
In borsa, che se sto scomoda poi mi scoccio.
La trousse dei trucchi per stasera e quella più piccola con i generi di prima necessità: lima, elastici e mascara waterproof.
Dove ho messo quella con i medicinali? Collirio e cerotti a iosa, magari servono a qualcuno.

Dovrei aver preso tutto.
Andiamo.

Donne, indipendenza, trasferimenti: io non lo so il titolo di questo post.


Antefatto.
Racconto dei cambiamenti che mi aspettano a tutte le amiche di Milano che ormai non vedo più da un anno. Sanno che non sto ferma in un punto e chiedono notizie. Ottimo.
Spiego che ho un altro trasferimento in vista e che presto cambierò città di nuovo.
La reazione è sempre e solo una: ma vai a convivere con qualcuno, no?

Non mi risulta così strano sentire di una ragazza che si rimbocca le maniche e parte con la famosa valigia di cartone alla ricerca dei propri sogni. Cercare non è proibito, no? Ci si tenta.
Perchè c'è la necessità di avere la presenza maschile accanto? 
Perchè non è possibile che una ragazza sia felice di stare sola e si costruisca i propri progetti in solitudine? 

Discorsi del genere me li aspetto da persone più grandi, da coloro che vedono la donna indipendente come un essere mitologico maligno ma non da ventenni.
Dove sta il problema? 
Siamo ancora così legate all'idea che la donna debba stare a casa e l'uomo possa concedersi l'avventura?
A me non piace. 
E ve lo dico in tutta sincerità: non vedo cosa possa esserci di più bello di un trasferimento nella città che ami dettato dalla tua passione.

E' possibile non avere nessuno accanto ed essere felici lo stesso.
La mancanza la si sente? A volte.
C'è tempo per crearsi tutto. Arriverà il momento in cui toccherà a me crearmi una famiglia, magari.
Ma non ora. 

Cosa mi perdo nel ragionamento di chi associa cambiamenti del genere con un fidanzamento?
Perchè la felicità è ancora solamente legata alla coppia?