Nac: smalti gel, semipermanenti & co.

domenica, febbraio 17, 2013

So che molte di voi sono curiosissime su questa pratica che si sta diffondendo già da qualche anno in Italia (era ora!).
Molte di voi già hanno sulle proprie unghie degli smalti semi permanenti e molte vorrebbero farlo.
Così ho pensato di dirvi la mia e, soprattutto, di fornirvi qualche opinione su dei prodotti che ho avuto modo di provare (nel prossimo post).

Vista la diffusa opinione che la ricostruzione danneggi le unghie (!?!?!?!) molte donne che impazziscono per l'effetto extralaccato del gel ma che hanno paura di farlo, si spremono le meningi per trovare qualcosa di analogo. Lo smalto semipermanente è la giusta via di mezzo.

Ormai sul mercato ce ne sono di tantissime tipologie. Ma veramente infinite.
Io ne ho provati diversi e, fino ad ora, veramente pochi brand mi hanno soddisfatta.

Per me uno smalto gel deve avere due caratteristiche fondamentali che sembrano essere l'una in contrasto con l'altra (e forse lo sono) ma sono le uniche caratteristiche che renderebbero giustizia a un prodotto che non è un gel e non è uno smalto ma che è una via di mezzo. Arduo, come compito!

Uno smalto gel deve essere, per piacermi, resistente sulle unghie e facile da rimuovere.
L'applicazione è molto semplice:

  1. Preparazione l'unghia con una lima o buffer (no, l'unghia non si rovina e non si assottiglia, si toglie solo lo strato grasso superficiale esattamente come per il normale gel da ricostruzione per permettere la migliore adesione del prodotto). 
  2. Stesura di un primer (o altro liquido preparatore che facilita l'adesione del gel).
  3. Stesura dello smalto gel di base (trasparente).
  4. Stesura dello smalto gel colorato.
  5. Stesura dello smalto gel lucidante (talvolta coincide con quello di base).


Questo tipo di trattamento non rovina le unghie così come non le rovina la ricostruzione.
Quello che può rovinarle è una mano inesperta o il metodo di rimozione sbagliato.


I vantaggi dello smalto gel rispetto alla ricostruzione non hanno nulla a che fare con la salute delle unghie bensì con una questione di risparmio sia a livello economico che a livello di tempo.
Infatti, in un centro estetico o da una onicotecnica, il prezzo medio di una ricostruzione e il tempo impiegato sono più alti di circa il 30% (ma anche di più) rispetto al trattamento con uno smalto semipermanente.

Per quanto riguarda la durata chiaramente dipende sostanzialmente da tre fattori: la qualità del prodotto, la tipologia di unghie e la tipologia di lavoro che fanno le vostre mani.
La media è di circa 2 settimane il che vuol dire che c'è chi riesce a tenerle per 20 giorni (io non riesco ad andare oltre perchè non sopporto l'idea della ricrescita) e c'è chi se le fa durare meno di 10 giorni.

La rimozione, invece, può essere fatta in tre modi diversi: limatura (come per il normale gel), immersione delle unghie nel solvente di rimozione o impacco con cotone e solvente di rimozione.

TUTTI i solventi di rimozione sono composti (anche se non soltanto) da acetone.
Come tutte sapete l'acetone non è proprio quanto ci sia di più salutare per le unghie per cui oltre a sconsigliare rimozioni ravvicinate nel tempo sconsiglio anche il metodo dell'immersione delle unghie nel liquido.


Io, personalmente, rimuovo lo smalto semipermanente iniziando con una limata che tolga lo strato che fa da sigillo e da lucido (che è quello che conferisce resistenza a tutto) e facendo impacchi di solvente con cotone (avvolgendo ogni singolo dito con la stagnola) in modo che sia meno aggressivo rispetto all'altro metodo.

Se avete domande, dubbi, perplessità, curiosità, richieste (mi scoccio a cercare altri sinonimi, avete capito dai :D) "chiedete e vi sarà dato" (illustrissima cit.)
State sintonizzate perchè la prossima domenica ci sarà una megavideorecensione su degli smalti semipermanenti FANTASTICI! Ho già gli occhi a cuoricino.

Buona giornata a tutte!

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