Tacco 12: l'era dei dinosauri.

martedì, giugno 25, 2013


Il sabato è deleterio per la mia ispirazione. Se non ho dove scrivere gli spunti che trovo guardandomi in giro posso anche stare ore ripetendo solo e solamente i titoli che mi erano venuti in mente. Sono una persona sana di mente, ve lo giuro.

Sta di fatto che, questo sabato dopo il mercato dell'ultimo post, sono andata alla stazione della metropolitana e ZAC. Idea Post. 
C'era una simpatica donzella, tutta acchittata {dicasi acchittato (agg.) Vestito con ricercatezza leziosa. ~ agghindato. <> trasandato.}, che aspettava il pullman. Era proprio carina carina. Mini gonna di jeans, camicetta bianca, 8kg di trucco e tacco 12.
Un semplice outfit per un semplice sabato pomeriggio - se non leggete il post con ironia vi prendo a morsi. Il problema si è presentato quando l'arrivo del pullman ha richiesto un suo movimento: un T-Rex.

Io non ho nulla contro i tacchi alti e tanto meno contro chi se li mette il pomeriggio (problemi poi della vostra schiena e dei vostri piedi) ma ho un problema con chi, i tacchi alti, non li sa portare ma li indossa comunque. 
Diciamocelo, lo abbiamo fatto tutte. 
Affibbiarci un tacco che in realtà non riuscivamo a padroneggiare bene è uno degli errori che ci accomuna un po' tutte. La classica camminata da dinosauro dolorante l'hanno fatta anche le nostre nonne: mettere a terra il piede dritto, come se stessimo marciando e assumere quella strana posizione della schiena, un po' curva in avanti, con il bacino all'indentro. Quella camminata che alla fine della giornata ti ha fatto venire due polpacci da calciatore. 

'Na cosa orribile. 

C'è un perchè se la Spora ha fatto breccia nel cuore di tutte: i tacchi ci servono. Servono alla nostra autostima e al nostro fondoschiena, per dirla tutta tutta. 
Quindi, per dinci, andate da lei. Ve ne prego.

#NoMoreDinosaurs. 

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